Giorgia Mastropasqua, "Un canto al tempo che mi assolva", Les Flâneurs Edizioni, 2025. Segnalazione di Claudia Di Palma
L'ascesa Ora che hai sciolto ogni vanità votato il dorso alla sorte dorata Ora che sai tendere e serrare una presenza di garza leggera C'è un'altra parete In compagnia dei fiori di roccia non si resta che una stagione. * Bambina, posato l'orecchio sulla testa, ti ascolto come una conchiglia e la conchiglia è una caverna per le bambole fossa iridata della risonanza. Ho fatto il silenzio, mi piaceva ripetere, adesso cerco la tua voce. A che scopo la vetta, il vigore pungente, se non per ritornare al mercato di Gallipoli, e potersi litigare uno scheletro calcareo fra i turisti e gli scolari. * Poi un giorno ti sentirò ancora anima, raccolta nei margini di questa pelle desolata nel petto taglierai un nodo di scale e ballatoi, la lotta non saprà più reclamarti perché vedi, il tempo è questo incidere pareti, turbare con lo scandalo gli intenti giovanili e ancora rimestare tempesta perché paga di urti e schegge possa fessurarmi perdere luce. * E se infine rinunciassi alla tua ...