Paolo Maccari, una poesia inedita
21 settembre 2023 Lo sentivamo negli ultimi tempi che era in viaggio e ora è giunta l’ora. Come sempre le ore radenti, ci ha sorpreso un po’ sfiniti, nascosti dietro a un muso trafelato. Per aumentare al massimo la nostra riserva di vergogna, abbiamo opposto blanda resistenza, come una mano che esita appena prima di toccare rassegnata la fronte in un saluto militare estorto da un potere superiore. Come una mano che ancora si stende a carezzare una fronte fredda. Come una mano che si stende ma trema troppo e si chiude a pugno e non sa dove sbucciare le nocche. E ora, cuore sbilenco, pendola irregolare, nessuno trepiderà per te in fondo al corridoio rabbuiato. Si sono spente le luci e nel cassetto famoso sono finite le candele. Bisogna che la coscienza torni giù. Lì ancora esiste scandalo per ciò che è piccolo e male. Apriamo lo stradario. C’è una via che porta verso la piazza. Non la interseca più la ferrovia. Giriamo la chiave, dopo aver salito due a due le scale di travertino. Giriamo...