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"Fresco di stampa": Prisca Agustoni, "L’animale estremo", Interno Poesia, 2025

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disfare un mondo per erigerne un altro: cocci rifiuti vibrazioni la scavatrice spacca la terra pietra levigata che intaglia la civilizzazione del rumore e del vetro. Mentre i bulldozer squarciano le viscere della città alla ricerca della sorgente, del cuore sanguinante dell’animale, si aprono ovunque dei pozzi dei canali delle vene dei bacini vicino al parco : noi, al riparo dalla demolizione e dalla cenere, aspettiamo che l’istinto di vita resista, nonostante lo scavo, e fioriscano le ortiche invisibili e primitive le radici * un disastro di fuliggine e cenere così dev’essere stato il primo giorno la costruzione e la rovina assediando la pianura poi, di getto, lì in mezzo              la torre questa sfida infinita per confondere il destino della gente e tra la faglia e lo spavento erigere una città un limite intimo dove vivere è la nostra condanna * Prendere i blocchi in lego di tuo figlio per dimenticarti di tutto, giocare agli ingegneri e costruire...

"Fresco di stampa": Giuseppe Cavaleri, "I Corpi Santi", Interno Poesia, 2024

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La linea 93 dell’ATM unisce Corvetto, Milano Sud, e Lambrate, un tempo comune a sé, adesso  estremità est della città. Nel tragitto riqualificazione e degrado si alternano al cielo, che sbuca di tanto in tanto dai palazzi. A Corvetto due signore polacche parlano e l’alba cresce tra le mani. Non c’è per loro troppo freddo, anzi le rivedi che tornano bambine, con il bianco che entra negli occhi e non altro che la neve per mesi. In via Celoria sale una coppia. Sbronzi, sono un riflesso che si scinde, sbatte e si compone su un cartellone dove un tizio salta su ali di carta, circondato da un neon bianco che dice: “They believe in rock! And you?” La 93 è una ferita che raccoglie la fame che taglia tutta Milano. Nei minuti incerti tra buio e luce i contorni sfumano e lo spazio si fa una giostra di vite che migra e prende la consistenza della luce, che trema sugli oggetti e poi scompare. Tu invece sembri esistere solo ora mentre dormi e la luce si raduna in una linea che ti mitra...

Francesca Serragnoli, "Non è mai notte non è mai giorno", Interno Poesia, 2023

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Il tuo sorriso stringe una spugna di mare caldo sul ventre non sai quando apri e chiudi cosa sia cadere in quell'acqua che ti cade dalle mani. * Nel tuo sguardo ci passa l’inverno un passero abbattuto incustodita oscurità la rete scivola sulla spalla come l’uncinetto di un’ombra i tuoi tre passi per volare danno un contraccolpo che nei miei occhi un palazzo cede non è mai notte non è mai giorno Michelangelo tiene chinata la pietà come una fontana attende la tua bocca rossa avvicinarsi. * Dio ci ribalta le mani come onde incrinate in schiena sempre in alto le tiene ch ha paura chi ama la scogliera scabra e ha negli occhi strati di pena sembra impossibile mescolare i colori di quella bandiera interrotta da tabernacoli di roccia dove l'acqua lava ogni altare. * Sono l'ultima ad andar via a spengere la luce a lucidare della mezzanotte l'ottone dove le tue mani toccavano il portone e pur di rimanere fino al cambio stagione metto la radice del tuo andar via vicino alla mia fr...